
TV and internet are good because they keep stupid people from spending too much time out in public. -DC Jpod.-
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*loading* storie del menga
continuo ad incontrare persone sbagliate di cui mi stanco in fretta
continuo a vivere nel fantasma di una persona che ha fatto così tanto male da farmi passare la voglia di stare.in.un.qualsivoglia.stato.
poi leggo la posta e ci trovo i tuoi messaggi strampalati, e ritorna la voglia di cambiamento.
mi conosco fin troppo bene
decisamente meglio di quanto pensassi.... è vero, sono una ragazza volubile, solo chi non mi vuole mi potrà avere.
tutti gli altri, in fila indiana.
venghino siori venghino
dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle
respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cielo
mi riconosco
immagine
passeggera
presa in un giro
immortale
(sereno-ungaretti)
persa da qualche parte in europa, sotto un cielo che e' sempre quello, penso parecchio all'aurora boreale che ho ammirato ieri, per la seconda volta nella mia vita
mi manca essere normale, ma mi amano cosi'
non ci posso credere ma mi amano davvero, che poi sia un sentimento effimero poco importa
mi piace vivere nell'aeroporto, c'e' della poesia nello stare all'addiaccio
e vivo anche di poesia
resta poi ancora tutto da dimostrare il fatto che 19 corone siano un prezzo adeguato per una connessione di un'ora.
ci scriviamo da un'altra parte dell'europa, forse, domani
ti penso anche se sei in tibet..
tutto sommato qualcuno e' riuscito a fare peggio di me.
http://www.corriere.it/gallery/Cronache/2005/10_Ottobre/alligatore/1/1.jpg
i complimenti dalla redazione.
ps: rimango della mia idea, se avesse iniziato a mangiarlo dalla testa, in questo momento sarebbe ancora vivo, impegnato nel processo digestivo piu' lungo ed impegnativo della storia dopo quello di galeazzi successivo al pranzo di natale dell'85
c'e' un problema di fondo nel mischiare lo yogurt con i cereali, tutto racchiuso nel termine dosaggio
(delle volte vuoi solo stare vicino alle persone alle quali non puoi stare vicino, per uno o due motivi almeno)
sto riprendendo gusto nello scrivere, daltronde un tempo mi riusciva anche.. poi i numeri hanno preso il sopravvento ed i sistemi formali basati su convenzioni piu' elementari di quelle del linguaggio hanno occupato tutto lo spazio. ma c'e' di piu'
la mia dimensione, voglio trovarmela appiccicata addosso, una di queste mattine. so per certo che quando accadra', tutta una serie di cose troveranno facile soluzione.
tra queste, il grave problema dell'esatta quantita' di cereali da mischiare a 125g di yogurt magro
dicono che il problema non sia la caduta, ma l'atterraggio. purtroppo, per quel che mi riguarda, la caduta di per se' costituisce una sofferenza infinita. sara' per via del fatto che soffro di vertigini.
rileggendo il mio blog mi sono resa conto che tenere un blog è come scrivere un diario e nascondere la chiave dove qualcuno la possa, volendo, trovare.
se siete qui, dunque, è perchè avete voluto esserci, a vostro rischio e pericolo
domani trasloco
odio le valigie
odio le scatole
odio staccare le mie cose dai muri
la mia velocità nell'accumulare quella che potrei, con un termine generico, definire "roba" è impressionante, il che, abbinato alla mia cronica incapacità a cestinare qualsivoglia cazzata, mi rende del tutto paragonabile a quegli insetti che trascinano la loro palla di merda in giro.
scarafaggi?
forse
e' come quando sei in bagno, e stai cinque minuti a sistemare la carta igienica tutto attorno al wc, e stai bene attenta a non farla cadere, a equilibrare le parti, che' i pezzi debbono essere ne' troppo lunghi ne' troppo corti, se no si sbilanciano e basta poco a rovinare il capolavoro di ingegneria che ti sei appena impegnata a realizzare. c'e' chi usa quattro pezzi, io ne uso tre, trovo che siano piu' stabili, ma spesso esagero con la lunghezza, e mi tocca di ripiegarli su se stessi alle estremita'.
poi capita l'errore banale. ti impegni a sistemare tutto e, per paura che la carta voli in terra, metti troppa enfasi nell'abbassarti i pantaloni, sposti aria e cade tutto.. o, ancora peggio, ti siedi con scarsa precisione, un po' di lato, e poi magari ti sposti, per centrarti meglio, che' e' tutta una mera questione di angoli e prospettive ma e' importante(considera, caro, che e' il momento in cui sei piu' vicino all'infinito, sei polvere alla polvere, stai per dissolvere parte di te nello spazio....) e, spostandoti, avverti quella sensazione, quel brivido li', quello che non vorresti proprio sentire, e capisci che a nulla sono valsi i tuoi sforzi perche', ancora una volta, il freddo della plastica si scontra con il tuo caldo inusitato bisogno di protezione.
a questo punto, impreca.
a questo punto qui, invece, puoi cominciare.
buon proseguimento
oggi
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